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giovedì 19 aprile 2018

Una moderna fiaba


Alle pendici di una enorme montagna, Genny, una donna eterea, distesa nel misterioso bosco di Mantova, 

chiuse gli occhi per ricordare il suo recente passato. 
Tante ombre, circondavano il suo corpo, avviluppando la sua anima in un vortice di emozioni 
che distruggevano la sua mente. 
Il ricordo di una lama che aveva sfiorato la sua gola, una stilla di sangue che scendeva nel suo seno e tanta disperazione. 
Una separazione da colui che aveva sposato anni prima, aveva lasciato dentro di lei un buio tremendo. Un silenzio assordante, diventò oblio. 
Una mano la sfiorarono, con tanta dolcezza e le sollevarono il capo. 
I suoi capelli color miele, furono accarezzati dalla leggerezza di un uomo irreale. 
Trascorsero i giorni. Ripensava al sogno di Mantova e si chiedeva: 
“Esiste un uomo che ti fa vibrare con una semplice carezza?”. 
Lei, romantica e leggiadra, come un personaggio delle antiche fiabe, ritrovò la serenità. 
Iniziò a sorridere alla vita quotidiana. 
Trascorreva il suo tempo libero tra poesie e lettura, tra volontariato e social network. 
Instaurava rapporti umani con amici virtuali. 
Un uomo, Claudio, in particolare, suscitò il suo interesse. 
Solare e splendido in tutte le sue manifestazioni sul web. 
Dentro il suo cuore, una voce la spingeva a conoscerlo. Si scambiarono i loro numeri telefonici. 
Genny, fece il primo passo e una domenica lo chiamò. 
Parlarono tanto e condivisero i loro ideali.
Una sera, Genny, fu invitata dal un caro amico, Oreste a prendere un caffè. 
Accettò. Oreste era follemente innamorato e non perdeva occasione per omaggiarla di fiori, libri e dolci. 
Genny provava tanta tenerezza per lui, ma non riusciva ad amarlo.
Dopo il caffè, propose ad Oreste di andare da colui che aveva conosciuto sul web, 
lo scrutò e dopo qualche esitazione, accettò la proposta. 
Finalmente, conobbe Claudio. Subito la magia invase la sua mente. 
Carisma ed eleganza, sobrietà e dolcezza. Un sorriso ed una solarità disarmante. E così inizio la favola moderna di Genny.
I loro incontri, così brevi ma intensi, colmarono il suo vuoto interiore. 
Ascoltavano la loro musica preferita e si scambiavano celati messaggi con frasi dei loro amati cantastorie.
Oggi Genny è una donna felice. 
Vive di sospiri e di amore. Vive la sua favola moderna e non si chiede cosa succederà domani. Vive il presente! 

Una ghirlanda di sentimenti

Due occhi azzurri, come il riflesso del mattino,
Sulle coste ioniche.
Un corpo diafano, attraversato elegantemente
Da un fremito di ardore.
Una giovinetta, attraversa i campi di girasole
Sgambettando sino allo spossamento.
Reminiscenza del suo sperduto passato,
Alzò le braccia verso l’eterna beatitudine,
E si elesse inventrice di un novella ghirlanda
Acciuffò una torma di verdi steli,
Sapientemente, inserì tra le foglie,
I suoi policromatici sentimenti,
Tessuti eclettici che aveva indossato e amato,
Attrazioni e passioni,
Avventure e fratellanze,
Estroversione e gaiezza,
Fu così che nacque 
Un effervescente e fantasioso mazzolino.
I fiori della sua vitalità.

Senza amore

Tre pietre pregiate
Non rappresentano la purezza dell'Amore...
Dietro la loro luce
Tanto assillo.
Tribolazione di una povera Donna
Indotta a logorarsi
             e
Costretta dall'indigenza
             a
Deporre l'ultimo dei suoi ricordi.
E tu,
Nella tua pochezza di uomo
Del nostro tempo,
Senza rispetto e senza remore,
Senza religione,
Lo doni a colei che vive il suo sogno.
Incurante del vuoto che le spargi intorno.
China il capo,
Innanzi a due donne
Vittime del loro sentimento più forte...



Nell'oblio

Immersa nell'oblio, 
Rievoco i pochi
Ma importanti e stupendi
Istanti trascorsi insieme a te.
Ove tutto intorno
Ci immergeva nel nostro paradisiaco
Mondo. 


venerdì 22 aprile 2016

La rappresentazione del tuo dolore

Quanti affreschi sparsi tra le pareti della nostra dimora,
Tanta rappresentazione del tuo dolore,
Ed io, madre tua, astante e dolorante,
Stringo le mie membra, che alienano la tua evoluzione.
I miei occhi scrutano,
Tutti i colori che brutalmente
Lanci nelle immense tele.
Figlio diletto, sorprendimi,
Non oltraggiare il tuo corpo,
Contempla la tua immagine,
Riflessa nel rigagnolo dell’Esistenza.
La mia mano stanca,
Sfiora il tuo sorriso lontano nel tempo,
La tristezza dentro il mio cuore prostrato,
Si inchina ad un passato deturpato.
Ti offro la mia vita,
Affinché tu possa rifiorire e segui le orme
Che ti accompagneranno
Nella resurrezione della tua anima

giovedì 10 marzo 2016

Nascita e morte di un amore

Ti ho lasciato per amore.
Con amore.
Mi sono inchinata al tuo essere Uomo.
Mille miglia ci separavano
Dal vivere il nostro amore.
Tu, eterno accusatore,
Di colei che non ti tradì.
Mai nessun pensiero
Fu per altri.
Inaspettatamente una voce
Mi informò dei tuoi continui inganni.
Donne ed eros.
Menzogne ed espedienti.
Stratagemmi e falsità
Hai ucciso il mio cuore.
Costruivi e demolivi,
Per farmi sentire una sterile balorda
Ed io, chinavo il capo.
Ma nel dì, più importante,
Per due innamorati,
Ebbi compassione di me.
Fermai la trama dei tuoi raggiri,
E, con tormento,
Frustrazione e afflizione,
Ripresi la mia vita.





domenica 21 febbraio 2016

Eterna solitudine

Un ricordo immerso nelle mie membra,
Disperso come una foglia nella tormenta,

Solitudine, amica mia,
Non tradire chi ha la tribolazione nel cuore,

Eterna sarai, amante della vita mia,
Cupa e ridente. Ascolta la mia silenziosità,

Una panchina, travolta e stanca,
raccoglie le mie paure,

Incancellabile segregazione del mio essere.